“Habemus Papam!” è il grido che dopo ogni conclave eccheggia in Piazza SanPietro. E subito si scatena l’entusiasmo nel mondo intero.
Per il governo uscito dal conclave del mondo politico italiano invece il giubilo è mancato: infatti una parte di italiani temono che la messa in campo del Commissario Monti sia un escamotage un po’ patetico per coprire una situazione politico-economica divenuta insostenibile agli occhi di chiunque, altri vedono nel governo tecnico un altro passo avanti di poteri forti che nella situazione di stallo e di confusione generale vogliono tutelare i loro enormi interessi. Qualunque sia la valutazione dei fatti, gli italiani non si sentono tranquilli; quasi tutti sanno che non si salva una nazione solo cambiando le facce, mentre un sistema politico inadeguato e corrotto la conduce al tracollo economico e sociale.
E allora? Possiamo affrontare l’anno nuovo più fiduciosi, contando solamente sulla figura del nuovo presidente del consiglio messo lì dal Capo dello stato, sul suo curriculum accademico e sull’esperienza da lui fatta nelle principali organizzazioni mondiali? Credo di no, e sinceramente se bastasse un tale cambio di vertici per ribaltare la situazione del paese, potremmo certamente depennare il termine “democrazia” dal nostro vocabolario.
Ma vedendo la situazione da altri punti di vista si possono scorgere buoni risultati. Oggi L’Italia si presenta con una faccia diversa, più gradita ai media internazionali che formano l’opinione pubblica. I poteri economici globali, che con i loro “turbamenti” determinano le crisi di intere nazioni, possono contare oggi su una maggiore disponibilità ai “sacrifici” di intere popolazioni recalcitranti. E poi – last but not least – una casta politica ormai inqualificabile ha trovato il paravento dietro cui nascondersi per salvare le posizioni di potere e di privilegio economico a cui vuol rimanere tenacemente attaccata.
Allora diciamolo: meno male che Mario c’è.
